GIULIA, VITTIMA DI CHI NON HA MAI ACCETTATO LA 194

Scritto da Ufficio Stampa. Postato in Comunicati stampa

 

Se ci fossero dubbi sulla difficoltà – per tante e tante donne – di abortire, in Italia, la storia di Giulia dovrebbe bastare a dissiparli. Per qualcuno, nel 2017, in Italia, è necessario bussare alla porta di 23 ospedali per ottenere il rispetto di un diritto delle donne. Le ragioni di questo genere di calvario, che umilia e mortifica le persone coinvolte, sono purtroppo sotto gli occhi di tutti.

 

I fatti sono eloquenti: a metà dicembre, la donna (quarantenne) scopriva di essere incinta. In cerca di una struttura per porre termine alla gravidanza, ha scoperto piuttosto di trovarsi di fronte a un muro: tra scuse generiche, ammissioni imbarazzanti ("siamo già al limite") e il solito consueto problema legato all'indisponibilità di tanti medici ("sono tutti obiettori"), solo poco prima dello scadere dei novanta giorni previsti dalla legge 194 Giulia è riuscita ad abortire.

 

Adesso l'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, ha annunciato la consueta “indagine interna”, ha garantito che la vicenda sarà approfondita e che verranno trovate le solite “soluzioni”.

 

Noi lo speriamo, con tutto il cuore. Ma senza interventi sistemici, senza prendere contatto con la vastità nazionale del problema, ci saranno altre Giulia. Per la gioia di qualcuno, che la 194 non l'ha mai voluta, e mai accettata.

 

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