PRESENTATO A ROMA IL PROGETTO “ENHANCING POLICE SKILLS CONCERNING NOVEL PSYCHOACTIVE SUBSTANCES”: UN'INIZIATIVA PER FERMARE CHI PRODUCE LE NUOVE DROGHE

Scritto da Ufficio Stampa. Postato in Comunicati stampa

 

È stato presentato a Roma il progetto europeo EPS/NPS, “Enhancing Police Skills concerning Novel Psychoactive Substances”, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità. L'intento dell'iniziativa è quello di bloccare il traffico delle pericolosissime nuove droghe psicoattive, colmando il “buco nero” relativo a ciò che succede prima che le pilloline siano vendute sul web o dagli spacciatori locali. Al progetto partecipano università e centri di ricerca insieme all’Interpol, all’Arma dei Carabinieri, all’Europol, alla Polizia Federale svizzera, allo United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) e alla Drug Enforcement Administration statunitense: un approccio multidisciplinare che si basa non solo su indagini criminologiche, ma anche sulla realizzazione di strumenti concreti che possano davvero contribuire a contrastare il fenomeno. Tra questi, l'università inglese dello Hertfordshire, partner del progetto, sta mettendo a punto un prototipo di apparecchio per analisi “on site”: con uno strumento simile le forze dell’ordine potrebbero individuare subito almeno la categoria delle droghe sequestrate e nei Pronto Soccorso i medici potrebbero capire come intervenire nel migliore dei modi in caso di emergenza. Un altro strumento utile, a disposizione sul sito del progetto, è lo “Smile Service”: inviando una mail o un sms con il nome della sostanza di cui si vogliono informazioni si riceverà una scheda completa di tutte le caratteristiche e gli effetti noti, un servizio prezioso non solo per medici e forze di polizia, ma anche per i genitori che vogliano saperne di più sui rischi che potrebbero correre i loro figli.

 

L'Associazione Articolo32 accoglie con entusiasmo l'iniziativa, ritenendola un valido aiuto nella lotta alla commercializzazione e diffusione delle nuove droghe psicoattive. L'Associazione ritiene, tuttavia, che sia necessario abbandonare l'approccio proibizionistico con cui, da sempre, si è affrontato il discorso relativo alle droghe leggere, e che, negli anni, ha dato risultati deludenti.

 

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